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“Il seme della violenza” contro l’omofobia all’Elfo

Il seme della violenzacontro l’omofobia all’Elfo. E’ il nuovo ed intenso testo di Moisés Kaufman e dei membri del Tectonic Theater Project di scena fino al 5 febbraio al Teatro Elfo Puccini di Milano.

Moisés Kaufman, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (Foto di Laila Pozzo)

LO SPETTACOLO

Con la regia di Ferdinando Bruni e di Francesco Frongia, il testo vanta la traduzione di Emanuele Aldrovandi. Ne sono straordinari 8 interpreti: Margherita Di Rauso, Giuseppe Lanino, Umberto Petranca, Marta Pizzigallo, Marcela Serli, Nicola Stravalaci, Umberto Terruso e Francesca Turrini.

(Foto di Laila Pozzo)

 

Le luci sono di Michele Ceglia e il suono di Giuseppe Marzoli. La produzione è del Teatro dell’Elfo, Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

LA TRAMA 

Un testo profondo, stratificato e toccante che racconta il caso Matthew Shepard, uno studente ucciso brutalmente per motivi di odio omofobico. Così “Il seme della violenza” contro l’omofobia sbarca all’Elfo. Poco dopo il delitto, Moisés Kaufman, autore del meraviglioso “Atti osceni” sul processo ad Oscar Wilde, e la compagnia compiono un viaggio verso Laramie, la città del Wyoming teatro del delitto.

(Foto di Laila Pozzo)

E’ qui che trascorrono lunghi periodi a intervistare gli abitanti e ricostruire gli eventi per dare un senso a questa tragedia. Il racconto che ne scaturisce va molto oltre la cronaca. Non si limita a trattare una questione legata ai temi dell’omofobia e della paura della diversità, ma parla anche della funzione che il teatro può avere. In realtà, uno strumento vivo di confronto.

Riesce a porre infatti, con forza e chiarezza, domande fondamentali in questi nostri tempi di divisione e di rabbia. Quale sarà la voce che lasceremo prevalere in noi? Quella dell’odio, della crudeltà e della paura o quella della compassione, della gentilezza e della speranza? Grazie ai genitori di Matthew, che hanno continuato la lotta per avere giustizia, oggi gli Stati Uniti hanno una legge contro i crimini d’odio che porta il nome di loro figlio.

LO SVOLGIMENTO

Gli 8 attori della compagnia mettono a confronto due comunità. Da un lato quella dei componenti dell’ensemble newyorkese, liberal, democratici e in molti casi loro stessi attivisti LGBT.

Dall’altro la popolazione di Laramie, l’anima profonda e contraddittoria degli Stati Uniti che lotta per conciliare l’orrore e il dolore per il brutale assassinio con la disapprovazione dell’omosessualità basata su rigide convinzioni religiose.

(Foto di Laila Pozzo)

Lo spettacolo è ambientato nella palestra di una scuola, un luogo simbolico dove si riuniscono le piccole comunità quando si devono svolgere dibattiti pubblici. E’ uno spazio essenziale circondato da ampie pareti che accolgono proiezioni e da due gradinate usate dagli attori come avamposti da cui lanciare testimonianza civile della propria arte.

Il vero volto del giovane Matthew da uno scatto dalla sua macchina fotografica

Un luogo dove il teatro si apre al dibattito sul nostro modo di pensare e di parlare dell’omosessualità, della politica di genere, dell’educazione, delle classi, della violenza, dei privilegi e dei diritti, della differenza tra tolleranza e accettazione.

LA STORIA DELLO SPETTACOLO

Lo spettacolo di Bruni e Frongia ha debuttato al “Napoli Teatro Festival” nel 2020 e proposto a Milano nel 2021. Intitolato “Il seme della violenza”, torna in scena nel 2023 con tutta la forza dei suoi personaggi. Protagonista dell’allestimento è un cast corale che in questa ripresa vede l’ingresso di due nuovi interpreti, Nicola Stravalaci e Umberto Terruso a sostituire Ferdinando Bruni e Luciano Scarpa.

IL TRAILER DE “IL SEME DELLA VIOLENZA”

 

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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