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Rondeanu/Peltokoski tra Poulenc e Čajkovskij

Rondeanu/Peltokoski tra Poulenc e Čajkovskij. Un’imperdibile accoppiata per un doppio debutto, dal 19 al 22 gennaio, all’Auditorium di Milano di Largo Mahler.

LE SERATE DEL 19, 20 E 22 GENNAIO A MILANO

In programma va lo splendido “Concert champêtre per clavicembalo e orchestra” di Francis Poulenc con il funambolico Jean Rondeau e la “Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74 “Patetica””, l’ultima delle sinfonie del compositore russo Petr Il’ič Čajkovskij con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta dall’astro nascente Tarmo Peltokoski.

Il giovane Maestro finlandese Tarmo Peltolkoski al debutto, dal 19 al 22 gennaio, con l’Orchestra Sinfonica di Milano (Foto di Peter Rigaud)

Il “Concert champêtre per clavicembalo e orchestra” di Francis Poulenc

Per l’occasione, apre una pagina novecentesca dedicata al clavicembalo, il “Concert champêtre“, considerato il più importante e più eseguito concerto per clavicembalo al di fuori di quelli di epoca barocca.

Poulenc lo scrisse dopo aver conosciuto la leggendaria clavicembalista Wanda Landowska, e s’ispira a un “antenato musicale” di Poulenc e di tutti i compositori francesi del Novecento, il grande François Couperin.

Nonostante questo riferimento stilistico, il clima del pezzo rimanda immediatamente agli anni ’20 del Novecento.

Il funambolico clavicembalista Jean Rondeau impegnato all’Auditorium di Milano di Largo Mahler nel “Concert champêtre per clavicembalo e orchestra” di Francis Poulenc

Per questo necessita di essere eseguito su un clavicembalo moderno e non su copie antiche perché l’ampiezza dell’orchestra coprirebbe i suoni del solista.

La “Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74 “Patetica”” di Čajkovskij

Si contrappone in maniera netta e inequivocabile la “Patetica” di Čajkovskij. Una sinfonia che, potrebbe dirsi, fa ormai parte del DNA dell’Orchestra Sinfonica di Milano. La “Patetica” è il testamento spirituale di Čajkovskij, che moriva infatti pochi giorni dopo la prima esecuzione, avvenuta il 18 ottobre 1893 sotto la sua direzione.

Resta senza dubbio il suo capolavoro sinfonico, in cui raggiunge, come mai raggiunse in precedenza, una splendida differenziazione trai singoli tempi, rendendone ciascuno un quado fedele e umanizzato della sua personalità travagliata e conflittuale.

A partire dal primo movimento, “Adagio. Allegro non troppo”, un brano inquieto e pieno di tormenti e indugi. Il tutto attestato dalle indicazioni agogiche che mutano continuamente, quasi testimoniando l’intima incertezza del compositore.

E fino all’ultimo tempo, il famosissimo “Adagio lamentoso”, che sboccia come un fiore già appassito dopo il terzo movimento, l’”Allegro molto vivace”, in cui il clima inebriante, quasi eccessivamente festoso, sembra però nascondere una sottile sofferenza, messa a tacere dall’atmosfera esultante.

Jean Rondeau all’opera sul suo clavicembalo

Forse per la prima volta nella storia, a conclusione di una sinfonia non troviamo un tempo allegro, ma un tempo lento che esprime una sconsolazione con una efficacia espressiva di rara fattura. Quanto a efficacia espressiva, non è da meno il secondo movimento, l’”Allegro con grazia” in 5/4.

GLI INTERPRETI

JEAN RONDEAU

Descritto dal Washington Post come “uno dei talenti naturali più interessanti che si possano ascoltare in questi giorni su un palcoscenico di musica classica”, Jean Rondeau può considerarsi un vero “ambasciatore” del suo strumento.

Il suo eccezionale talento e il suo approccio al repertorio clavicembalistico sono stati particolarmente apprezzati dalla critica musicale che lo accredita come uno dei principali clavicembalisti di oggi.

Dopo un anno che ha visto il suo debutto con l’Orchestre de Paris eseguendo il “Concerto champêtre” di Poulenc, la stagione 2021/22 di Rondeau ha incluso impegni concertistici con l’Orchestre de Chambre de Genève.

Poi una tournée di concerti con la Freiburger Barockorchester e una tournée di C.P.E. Bach con la Kammerorchester Basel con Rondeau che ha suonato e ha diretto dal clavicembalo. Nell’ambito della musica da camera, Rondeau condivide il palco con il violoncellista Nicolas Altstaedt alla Staatsoper di Berlino.

Un primo piano di Jean Rondeau

E si riunisce con i suoi colleghi co-fondatori del Nevermind Quartet per progetti di registrazione e spettacoli a Madrid, Dortmund e la Chaux-de-Fonds. Un punto culminante notevole durante la stagione passata è stato il tour nelle principali sedi europee eseguendo le “Variazioni Goldberg” di Bach.

Un progetto in corso da tempo che sottolinea la sostenibilità con un “itinerario verde” per evidenziare i suoi impegni ambientali. E’ ospite poi alla Philharmonie di Berlino, al Teatro dell’Opera di Francoforte, al Concertgebouw di Amsterdam, all’Accademia Liszt di Budapest, alla Victoria Hall di Ginevra, alla Philharmonie de Paris e alla Wigmore Hall di Londra.

TARMO PELTOKOSKI

Del direttore finlandese Tarmo Peltokoski la stampa di settore è rimasta subito molto colpita. E’ stato insignito del titolo di “Direttore ospite principale” nel gennaio 2022 dalla Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, il primo direttore a ricoprire questa posizione nei 42 anni di storia dell’orchestra.

Un perentorio gesto del finlandese Tarmo Peltokoski

“Ecco a voi un genio! Peltokoski”, dichiarazione comparsa sulle colonne della rivista francese “Diapason”, “non solo ha una tecnica fenomenale, ma possiede un’energia, un istinto musicale e una chiarezza espressiva e stilistica che lasciano senza parole”.

Nel maggio 2022 Peltokoski è stato nominato direttore musicale e artistico dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Lettone. Inizia il suo mandato nella stagione ’22/’23. Successivamente è stato nominato direttore ospite principale della Rotterdams Philharmonisch Orkest.

Nell’agosto 2022, all’età di 22 anni, ha completato il suo primo ciclo di Wagner Ring al Festival Eurajoki Bel Canto. Nel dicembre 2022 Peltokoski è stato annunciato come direttore musicale dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse.

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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