lunedì, Maggio 27, 2024
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Uno “Schiaccianoci” da inaugurazione per la Scala

Uno “Schiaccianoci” da inaugurazione per la Scala. Già, perché il popolare balletto su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e qui con la coreografia e regia del grande Rudolf Nureyev, inaugura il 17 dicembre, con Anteprima Under30 il 15 dicembre, la stagione di danza 2022-2023 del Teatro alla Scala di Milano. Un titolo, “Lo schiaccianoci”, che, più di altri, s’identifica con il periodo di festività ambientato com’è a Natale.

Una scena d’insieme de “Lo schiaccianoci” che, con la coreografia di Rudolf Nureyev, torna alla Scala, dal 17 dicembre all’11 gennaio (Foto di Andrea Tamoni ∏ Teatro alla Scala)

E l’Anteprima Under30 è avvenuta anche per l’inaugurazione della Stagione d’Opera 2022/2023 del Teatro alla Scala, prima della prima del 7 dicembre di “Boris Godunov” di Musorgskij.

Proprio per fornire ai giovani presenti all’Anteprima spunti ed approfondimento scatta il primo appuntamento del ciclo “Prima delle prime Balletto”, realizzato dal Teatro alla Scala con Amici della Scala. Così il 15 dicembre, alle ore 18, al Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini, con ingresso libero per tutti gli interessati, Elisa Guzzo Vaccarino introduce il balletto con proiezioni di immagini e video nell’incontro “Un sogno color della notte”. All’Opera di Roma invece è il balletto “Don Chisciotte” con la coreografia di Laurent Hillaire a far danzare il Natale, dal 18 al 31 dicembre.

IL CORPETTO DI NUREYEV NEL RIDOTTO PALCHI

In occasione del ritorno sulla scena della versione di Rudolf Nureyev è prevista anche l’esposizione nel Ridotto Palchi Arturo Toscanini del corpetto indossato da Nureyev nelle recite dello “Schiaccianoci” alla Scala. Esposto è anche il costume di Carla Fracci nel ruolo di Clara, entrambi realizzati su figurini di Nicholas Geōrgiadīs.

Rudolf Nureyev e Liliana Cosi in scena alla Scala nel 1969 ne “Lo schiaccianoci” con la coreografia e la regia del grande ballerino ussaro Nureyev (Foto di Erio Piccagliani ∏ Teatro alla Scala)

QUESTO “SCHIACCIANOCI” IN TV, AL CINEMA E ON LINE

Il balletto è ripreso da Rai Cultura e trasmesso in Italia il 5 gennaio, alle ore 21.15, su Rai 5 e su RaiPlay (in replica su Rai 5 l’8 gennaio alle ore 19.15). All’estero invece dal 6 gennaio, alle ore 20, sulla piattaforma Medici Tv e sui circuiti cinematografici italiani e internazionali in data da definire.

LA GENESI DE “LO SCHIACCIANOCI” DI NUREYEV 

Nel nome di Rudolf Nureyev, di cui nel 2023 ricorre il trentesimo anniversario della scomparsa, si apre questa nuova Stagione di Balletto con il grande ritorno alla Scala, dopo 16 anni, del suo “Schiaccianoci”.

Prove in scena de “Lo schiaccianoci” che il 17 dicembre inaugura, con Anteprima Under30 il 15 dicembre, la Stagione di Balletto del Teatro alla Scala di Milano (Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano ∏ Teatro alla Scala)

Al Piermarini venne presentato la prima volta nel ’69 quando entrò in repertorio. Il tutto avvenne non molto tempo dopo il debutto avvenuto nel ’67 a Stoccolma e a Londra. E, l’anno successivo, con il Royal Ballet. L’ultima volta fu nel 2006.

IL TEAM CREATIVO SCALIGERO

“Lo schiaccianoci” si prepara così a risplendere ancora nell’allestimento di Nicholas Georgiadis. Qui rinnovato nel décor e nei costumi proprio dalla Scala nell’87 con disegno luci di Andrea Giretti. L’Orchestra del Teatro alla Scala è diretta, per l’occasione, da Valery Ovsyankikov.

In realtà, “Lo Schiaccianoci” è uno dei titoli che più si lega alla storia del balletto alla Scala. A sedici dalle precedenti rappresentazioni, avvenute nel 2006, è oggi una nuova vetrina per gli artisti della Compagnia che hanno lavorato sotto la supervisione di Manuel Legris e Aleth Francillon incaricati della ripresa coreografica.

Uno scatto fotografico delle prove in scena de “Lo schiaccianoci” con la coreografia e regia di Rudolf Nureyev (Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano ∏ Teatro alla Scala)

IL CAST DI QUESTO “SCHIACCIANOCI”

In 11 recite, sono cinque i cast che si alternano nei ruoli principali. S’inizia con Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, protagonisti dell’Anteprima Giovani il 15 dicembre, della recita di apertura il 17 dicembre e dello spettacolo del 18 dicembre, alle ore 14.30. Agnese Di Clemente e Claudio Coviello debuttano invece il 21 dicembre e tornano in scena anche il 28 dicembre.

Ad Alice Mariani e Navrin Turnbull sono affidate le recite del 30 dicembre e del 3 gennaio. Mentre Martina Arduino e l’artista ospite Jacopo Tissi salutano il 2022 nella recita di fine anno, il 31 dicembre, alle ore 18. E poi  di nuovo in scena il 4 e il 7 gennaio. A Virna Toppi e Nicola Del Freo è affidata la recita del 5 gennaio e la serata conclusiva dell’11 gennaio. 

La scena del “Valzer dei Fiori” da “Lo schiaccianoci” in programma, dal 17 dicembre all’11 gennaio al Teatro alla Scala di Milano (Foto di Marco Brescia ∏ Teatro alla Scala)

Accanto a Clara e a Drosselmeyer/Principe è davvero tutto il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala ad essere impegnato in questa produzione che si prepara a splendere nelle danze natalizie e soprattutto nei meravigliosi disegni coreografici dei celebri valzer.

Ventiquattro sono le danzatrici e due soliste, Maria Celeste Losa con Gaia Andreanò, poi Alessandra Vassallo con Greta Giacon e Camilla Cerulli, nel celebre “valzer dei Fiocchi di Neve” del primo atto. Ad accompagnarle il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala diretto da Marco De Gaspari. Dodici sono invece le coppie nell’altrettanto celebre “valzer dei Fiori” nel secondo atto.

Nell’immancabile la battaglia tra topi e soldatini si vedono impegnati gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Frédéric Olivieri, cosi come nelle danze delle celebrazioni del Natale.

Rudol Nureyev durante le prove dello “Schiaccianoci” durante la Stagione di Balletto 1979/1980 (Foto di Lelli e Masotti)

LO STILE DE “LO SCHIACCIANOCI” DI NUREYEV

La musica e la coreografia convergono verso i celebri valzer e nei passi a due, ricchi di tecnica, rigore, linee ed equilibri, rivelando l’impostazione drammaturgica che Nureyev volle conferire a questo balletto: il sogno di Clara, il viaggio di una adolescente tra ombre e luci.

In primo piano l’accademismo, ma anche la verve, la tecnica e l’espressività teatrale che ben si addicono allo stile del Balletto scaligero con il quale Nureyev aveva un legame speciale.

Tanto da destinare alla Scala la maggior parte delle riletture dei classici. Ma anche essere lui stesso tante volte in scena al Piermarini ad interpretare Drosselmeyer che si trasforma in uno splendente Principe. 

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in sala prove per “Lo schiaccianoci” che interpretano nelle prime 3 recite al Teatro alla Scala (Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano ∏ Teatro alla Scala)

A Milano Nureyev ebbe come sua prima Clara Liliana Cosi, ma anche Vera Colombo. Nella stagione 1970/71 Carla Fracci che sarebbe diventata la sua partner italiana prediletta. Nella stagione 1979/80 Anna Razzi. Senza dimenticare Merle Park che volle alla Scala proprio nel 1977 ed Évelyne Desutter che fu anche la sua ultima partner nelle riprese della stagione 1987-1988.

Le ultime rappresentazioni delloSchiaccianocidi Nureyev risalgono appunto al dicembre 2006 come titolo di apertura della Stagione 2006/2007. Nelle stagioni successive “Lo schiaccianoci” è stato presentato nella versione firmata da Nacho Duato in apertura della Stagione 2014/2015 e ripreso la stagione successiva.

In apertura della Stagione 2018-2019, con nuovo allestimento firmato da Margherita Palli, per la prima volta è stata rappresentata alla Scala la storica versione di George Balanchine.

LA TRAMA

ATTO PRIMO

È la vigilia di Natale, all’inizio del XIX secolo. Il ricco sindaco, dottor Stahlbaum, dà una festa per i suoi amici e per i loro figli. I ragazzi si divertono e danzano in eccitata attesa dei regali. Il signor Drosselmeyer, vecchio amico di famiglia, arriva portando i doni per i bambini e li trattiene con giochetti di prestigio.

Clara, la sua prediletta, riceve uno schiaccianoci. Suo fratello Fritz per farle dispetto, glielo rompe, ma il signor Drosselmeyer provvede subito a ricomporglielo. Arrivano i parenti, si uniscono alle danze, quindi Clara, sentendosi molto stanca, si addormenta su una sedia e incomincia a sognare.

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in sala prove per questo “Schiaccianoci” (Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano ∏ Teatro alla Scala)

La sala e l’albero di Natale assumono proporzioni enormi. Una frotta di topi cerca di impadronirsi dello schiaccianoci e Clara accorre in suo aiuto scagliando contro i topi, per distrarli, le sue bambole preferite.

Lo schiaccianoci improvvisamente prende vita e al comando dei suoi soldati si unisce a lei nella battaglia contro i topi e il loro capo, il re Topo. Una compagnia di ussari e una di marinai sono sopraffatte.

Lo schiaccianoci e il re Topo restano soli sul campo. Disperata Clara lancia la sua scarpetta contro il re Topo. Colpito, il re Topo cade morto e ha luogo un’improvvisa trasformazione: lo schiaccianoci si rivela un giovane e meraviglioso principe.

ATTO SECONDO

Clara e lo schiaccianoci, cioè il Principe, sono trasportati in una grotta incantata. Qui Clara è terrorizzata dai pipistrelli. Ma, quando il Principe interviene a rincuorarla e proteggerla, si accorge che essi altri non sono che la sua famiglia e i suoi amici, così trasfigurati dal suo incubo.

Altro momento delle prove di questo “Schiaccianoci” scaligero (Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano ∏ Teatro alla Scala)

La grotta si trasforma misteriosamente nel teatro-giocattolo di Clara, dove molte delle sue bambole preferite prendono vita e danzano in un’atmosfera di felicità. Il sogno è terminatoClara è svegliata dalla madre e dal padre, mentre, concluso il ricevimento, gli invitati si accomiatano. Clara rimane sola, affascinata dal ricordo delle sue avventure.

IL TRAILER DE “LO SCHIACCIANOCI”

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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