sabato, Dicembre 2, 2023
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Omaggio a Tati alla Cineteca Milano Arlecchino

Omaggio a Tati alla Cineteca Milano Arlecchino. Al suo genio lunare di Jacques Tati infatti, dal 17 al 31 dicembre, la Cineteca Milano Arlecchino di via San Pietro 9 ha deciso di programmare una retrospettiva al grande artista francese. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano Questo per riscoprire una filmografia folgorante, quella di un vero e proprio “genio lunare”.

GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE DELLA RETROSPETTIVA

Uno scatto con Jacques Tati davanti alla sua cinepresa tratto dal documentario “Jacques Tati, tombé de la lune” di Jean-Baptiste Péretié

Fra i vari gioielli in scaletta “Playtime (il 18 dicembre alle 21.15 e in replica il 29 dicembre alle ore 14.30), con i suoi avveniristici quartieri parigini, e “Les Vacances de M. Hulot (il 21 dicembre alle ore 15) che ancora oggi sorprende per la modernità del personaggio.

Un uomo che, impassibile e stralunato, impermeabile, cappello e pipa in bocca, ha rinnovato e reinventato altre indimenticabile figure come quelle nate dal genio di Buster Keaton e Charlie Chaplin.

IN ANTEPRIMA IL DOCUMENTARIO “JACQUES TATI, TOMBE’ DE LA LUNE” DI JEAN BAPTISTE PE’RETIE’

In programma, tra l’altro per l’omaggio a Tati alla Cineteca Milano Arlecchino, l’anteprima di “Jacques Tati, tombé de la lunedi Jean-Baptiste Péretié (il 21 dicembre alle ore 21.15, in replica il 26 dicembre alle ore 17.15, il 28 dicembre alle ore 14.30 e alle ore 19.30).

Il regista francese Jacques Tati da anziano

Un magnifico e poetico documentario ricco di filmati inediti sull’universo di Jacques Tati. Il film viene introdotto da Maurizio Nichetti con una riflessione d’autore sull’arte, la poetica e l’estetica di Jacques Tati.

L’opera di Tati è improntata a una comicità che riesce a fare a meno della parola per concentrarsi sulla parte visiva e sulla straordinaria espressività di suoni e rumori.

E’ così che raggiunge una formidabile lettura critica dei meccanismi di una società che, già negli anni Cinquanta, mostrava tutti i vizi, le debolezze e le assurdità di uno stile di vita che certo oggi non può dirsi cambiato.

Si può dire che Tati, con la sua intelligenza, sensibilità e capacità di osservazione, unite a un tono sempre garbato e ironico, sia riuscito a creare un mondo che supera qualsiasi collocazione temporale e contesto culturale. Fa approdare così lo spettatore ad una dimensione universale che solo pochi grandi autori, e non solo della storia del cinema, hanno raggiunto.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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