martedì, Dicembre 6, 2022
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Nelle sale “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”

Nelle sale “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza“. A firmarlo alla regia è Marco Pianigiani, mentre la voce narrante è quella dell’attrice Jasmine Trinca. Così, solo dal 28 al 30 novembre, in anteprima assoluta, si può vivere al cinema un viaggio attraverso i capolavori del Maestro Sandro Botticelli racchiusi in quel Museo a cielo aperto che è Firenze.

Nelle sale "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza"
Il regista del docufilm “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”, nei cinema soltanto il 28, 29 e 30 novembre

La “Grande Arte al Cinema” è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per il 2022 la “Grande Arte al Cinema” è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

IL FASCINO DI SANDRO BOTTICELLI, SIMBOLO DEL RINASCIMENTO AL CINEMA

In realtà, un itinerario inedito girato soprattutto all’interno della Galleria degli Uffizi di Firenze per scoprire l’inventore di un nuovo modello di bellezza capace di superare la barriera dei secoli e ispirare i contemporanei. Infatti, da Terry Gilliam ad Andy Warhol, da David LaChapelle a Jeff Koons fino a Lady Gaga, molti artisti contemporanei sono rimasti abbagliati dal fascino eterno di Botticelli e delle sue opere.

Nelle sale "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza"
Di spalle il regista Marco Pianigiani e Francesca Priori, autrice del docufilm, durante il backstage del docufilm alla Galleria degli Uffizi di Firenze (Foto © Sky-Federica Belli)

Si tratta di opere continuamente rilette e re-inventate da pittori, stilisti, fotografi contemporanei fino ad entrare a pieno titolo nel nostro immaginario collettivo. Proprio quell’immaginario collettivo che porta, ogni anno, migliaia di visitatori di fronte ai suoi capolavori alla Galleria degli Uffizi a Firenze.

Eppure, per più di trecento anni dopo la sua morte, il pittore fiorentino fu quasi completamente dimenticato. A riscoprirlo furono nel XIX Secolo John Ruskin e i Preraffaelliti. Del resto, Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, detto Botticelli (Firenze 1445 c.-1510), è forse colui che più di ogni altro ha saputo carpire lo spirito del suo tempo.

LE PROTAGONISTE DEL DOCUFILM “BOTTICELLI E FIRENZE. LA NASCITA DELLA BELLEZZA”

Sono proprio la sua storia, la sua arte e la sua riscoperta contemporanea ad essere le protagoniste di “Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza“, il docufilm, con la voce narrante di Jasmine Trinca, prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto da Marco Pianigiani, in arrivo al cinema solo il 28, 29 e 30 novembre. Così nelle sale è “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza“.

Nelle sale "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza"
Un momento del backstage alla Galleria degli Uffizi di Firenze (Foto © Sky-Federica Belli)

NELLE SALE IL DOCUFILM CON LA REGIA DI MARCO PIANIGIANI

In “Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza” rievocazioni oniriche, immagini suggestive della città e riprese di opere straordinarie si alternano alle voci dei massimi esperti, studiosi, storici dell’arte internazionali che narrano splendore e contraddizioni della Firenze di Lorenzo de’ Medici, alla scoperta di uno degli artisti simbolo del Rinascimento italiano.

Con Lorenzo il Magnifico l’equivalenza “Arte & Potere” si manifesta in ogni ambito economico, politico e sociale e si concretizza in dipinti, affreschi, palazzi, chiese e cappelle. Gli straordinari artisti che operano con le loro botteghe nel cuore della città trasformano Firenze in un museo a cielo aperto.

Nelle sale "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza"
Un altro istante del backstage del docufilm all’interno della Galleria degli Uffizi di Firenze (Foto © Sky-Federica Belli)

Sono gli anni della primavera fiorentina, della scoperta dell’America, dei contrasti con il Papa, delle lotte tra le grandi famiglie di banchieri e commercianti. A fine Quattrocento, Firenze è paragonabile alla New York degli anni Ottanta, fatta di espansione economica e culturale, con commerci e scambi da ogni dove.

Il docufilm che esce nelle sale, con il titolo “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”, permette di ripercorrere quel periodo mitico attraverso lo sguardo di Botticelli, che rappresenta quegli anni nelle sue opere. Lo fa esprimendo il carattere dei suoi concittadini nella passione per il lavoro, nell’estrema competitività e intraprendenza, nel saper tessere le giuste relazioni sociali e nel saper soddisfare sempre i desideri dei committenti pubblici e privati.

TUTTA L’ARTE DI BOTTICELLI RACCHIUSA NEL DOCUFILM

Dalle meravigliose “Madonne” alle pitture dei responsabili della “Congiura dei Pazzi” giustiziati e impiccati fuori dalla Porta della Dogana al Palazzo Vecchio, dall’”Inferno Dantesco” alle “Pietà“, dagli antichi dei della mitologia ellenica sino al Dio apocalittico del Savonarola.

QUALI SONO GLI ESPERTI CHE PARLANO DI BOTTICELLI NEL DOCUFILM?

L’arte di Botticelli viene indagata nella pellicola attraverso gli interventi di esperti. Si va da Alessandro Cecchi, Direttore del museo Casa Buonarroti di Firenze ad Anna Debenedetti, curatrice della sezione disegni e dipinti del Victoria & Albert Museum di Londra, da Franco Cardini, professore di Storia Medievale all’Università di Firenze a Jonathan Nelson, professore di storia dell’arte presso la Syracuse University di Firenze.

Nelle sale "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza"
Il backstage del docufilm “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”, qui alla Galleria degli Uffizi di Firenze (Foto © Sky-Federica Belli)

Ma anche da Marco Ciatti, Direttore dell’Opificio delle pietre dure di Firenze a Kate Bryan, storica dell’arte, da Chiara Cappelletto, professore associato di estetica al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano ad Edward Buchanan, Direttore creativo di Sansovino 6.

 

 

I CAPOLAVORI DEL GRANDE MAESTRO FIORENTINO: LA “PRIMAVERA” E “LA NASCITA DI VENERE”

Nella memoria comune lo spirito di Botticelli è prima di tutto racchiuso in due suoi capolavori: la “Primavera” del 1478-82 e la “Nascita di Venere” del 1483-85. Grazia e armonia germogliano nella “Primavera”, tanto quanto le centinaia di fiori diversi magistralmente rappresentati dal maestro.

Un trionfo floreale che comprende nontiscordardimé, iris, fiordaliso, ranuncolo, papavero, margherita, viola e gelsomino. Etereo e perfetto, il giardino della “Primavera” è la sintesi della filosofia neoplatonica in voga alla “corte” del Magnifico.

“Venere e Marte” di Sandro Botticelli del 1483 circa

IL RITORNO DEGLI ANTICHI DEI

Con il Rinascimento è infatti giunto il momento del ritorno degli antichi dei. Botticelli regala nuova vita ai miti creando così le sue opere più famose ed enigmatiche oggi conosciute comemitologie botticelliane”. Con “Pallade e il Centauro” del 1482 circa e “Venere e Marte” del 1483 circa il pittore porta le dee e gli dei dell’antica Grecia nel cuore di Firenze del Quattrocento.

“LA NASCITA DI VENERE” DEL BOTTICELLI

Botticelli va nella costante e febbrile ricerca di un modello di bellezza che va oltre la rappresentazione della realtà, oltre l’accademia. La “Nascita di Venere” del 1483-85 è emblema e realizzazione concreta della sua aspirazione. Figure longilinee, curve morbide e armoniose.

“Madonna del Magnificat” di Sandro Botticelli del 1481 circa

I volti delle veneri di Botticelli si specchiano in quelli delle sue madonne e viceversa. Simili eppure uniche, sono destinate a imprimersi nella memoria collettiva come prototipo della bellezza ideale, sfidando i secoli e le mode.

L’OBLIO DI BOTTICELLI

Nel 1492 la morte di Lorenzo Il Magnifico sancisce la fine di un’epoca d’oro. Le prediche apocalittiche di Girolamo Savonarola infiammano le folle fiorentine. Ardono i falò delle vanità che sacrificano i simboli del tempo, opere d’arte comprese. È questione di poco, prima che i gusti dei fiorentini si adeguino ai precetti del frate domenicano.

Le committenze cambiano e Botticelli stesso si adatta realizzando altri capolavori come laNatività Mistica” del 1501 e il “Compianto sul Cristo Morto” del 1495-1500, lasciando che sinuosità e morbidezza delle forme cedano il posto a linee spezzate e contrasti cromatici violenti.

Nelle sale "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza"
“Madonna del Libro” di Sandro Botticelli del 1480-1481

LA RISCOPERTA DEL MAESTRO

Dopo un oblio di oltre tre secoli, nel XIX secolo la sua riscoperta avviene grazie ai Preraffaelliti. Il poeta e pittore Dante Gabriel Rossetti acquisterà per poche sterline il “Ritratto di Esmeralda Bandinelli” del 1472, traendovi ispirazione per alcune delle sue opere più affascinanti.

È solo l’inizio di un’autentica Botticelli-mania, che, dal XIX secolo si protrae fino a oggi, toccando la fotografia, la modail mondo dello spettacolo. Le opere del Maestro hanno superato le barriere dello spazio e del tempo per arrivare fino a noi e folle entusiaste continuano a riempire le sale degli Uffizi per incontrare lui, Sandro Botticelli, l’inventore della Bellezza.

IL TRAILER DEL DOCUFILM

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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