martedì, Dicembre 6, 2022
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A Mantova è “Luce Ombra Pittura” con Raffaele Cioffi

A Mantova è “Luce Ombra Pittura” con Raffaele Cioffi. Con ingresso libero, questa personale a cura di Alberto Barranco di Valdivieso. viene allestita, dal 19 novembre al 31 dicembre, negli spazi de  “La Galleria” del Museo Nazionale del Palazzo Ducale di Mantova. L’inaugurazione è in programma sabato 19 novembre alle ore 11.

Il pittore Raffaele Cioffi nel suo studio

LA MOSTRA

Patrocinata dal Comune di Mantova, quest’esposizione si snoda lungo tre sale per una riflessione sul percorso pittorico di Cioffi degli ultimi due anni.

Allo spettatore il compito di vivere un universo poetico narrato su diciassette tele, quasi tutte di grandi dimensioni. Sono queste ad offrire un nuovo orizzonte interpretativo che va oltre la pittura stessa. Si chiede al visitatore di “entrare dentro” le opere e “attraversarle”, per ritrovarsi in un’altra dimensione.

L’intera narrazione post-aniconica della pittura di Raffaele Cioffi mostra come l’artista cerchi e trovi, di volta in volta, la dissolvenza dell’immagine nella luce e nel colore.

Risultato? Un’astrazione estremamente moderna dalla colorazione pastosa e dalla forte valenza spirituale. Un timbro romantico dell’anima che si traduce in una pennellata forte, densamente espressiva e coinvolgente.

LA STRUTTURA E LE OPERE CONTENUTE

L’ allestimento della mostra è pensato e ideato in ogni suo dettaglio dal critico d’arte Alberto Barranco di Valdivieso in un equilibrio perfetto fra spazi pieni e vuoti. Si sviluppa attraverso le tre sale in un crescendo musicale che si fa sinfonia nella terza e ultima stanza.

Olio su tela, “Soglia blu di prussia” (2022) di Raffaele Cioffi

Tra le opere esposte, alcune appartengono al ciclo precedente delle “Soglie“, volutamente inserite dal curatore perché preludono alla nuova serie dei “Passaggi“. Un invito al visitatore a cogliere il trapasso da una pittura caratterizzata da tonalità rarefatte e delicate ad una giocata su contrasti più accentuati.

Qui la struttura stessa della pittura diventa marcata, l’opera viene addosso e chi guarda è catapultato dentro il quadro.

I “PASSAGGI” DI CIOFFI

I  “Passaggi” di Raffaele Cioffi sono una specie di “ingrandimento” di particolari delle opere precedenti e creano un universo poetico straordinario dove la cifra stilistica del pittore, ovvero la pennellata “pivotante” come la definisce Alberto Barranco per sottolineare “una stesura per colpi di pennello secondo orbite sempre diverse”, si concretizza in una pittura introspettiva dalla fortissima tensione scenica.

Il tutto costruito per sovrapposizione di pigmenti atto a formare un fitto reticolo che incide sulla stessa percezione retinica di chi osserva. In realtà, un impatto emotivo dato anche dal netto contrasto con il “campo di luce” che contraddistingue l’altra parte della tela, che porta chi osserva a “bloccarsi” di fronte all’opera mentre la pittura è come se sconfinasse dalla tela e lo avvolgesse lentamente.

Olio su tela, “Passaggi” (2022) di Raffaele Cioffi

 “Luce Ombra Pittura” vuole essere un momento di riflessione sull’evoluzione della pittura di Raffaele Cioffi, contrassegnata da una evidente e sempre più scavata sapienza espressiva, per composizioni di estrema forza, sintesi ed efficacia, che rimandano a una implicita valenza spirituale della sua astrazione.

In realtà, questa esposizione è la sintesi estrema di quello che oggi è Raffaele Cioffi come pittore, espressione di tutto ciò che ha sperimentato e assorbito, per poi tradurlo secondo la sua sensibilità, il suo talento e la sua cultura, nonché il risultato di rapporti personali profondi con artisti dello spessore di Valentino Vago, Claudio Verna e Claudio Olivieri.

Anche su questo solco intellettuale e umano si muove l’odierna pittura di Raffaele Cioffi, che spinge lo spettatore in un viaggio immersivo nel suo universo segnico, evocativo e poetico, nonché spazio di riflessione dell’artista sullo “stato dell’arte” della sua stessa arte.

LA PAROLA AL CURATORE DELLA MOSTRA

“Questa nuova serie di lavori“, ha spiegato Alberto Barranco di Valdivieso, “presenta un’impronta chiaroscurale marcata, ecco perché l’uso della luce e dell’ombra appare più netta, drammatica, come lo stesso assetto linguistico delle composizioni, maggiormente sintetico e introspettivo rispetto al passato, declinato per tagli costruttivi di campo dal margine netto e con scelte cromatiche meno squillanti”.

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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