mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Il Quartetto Hagen per l’Unione Musicale a Torino

Il Quartetto Hagen per l’Unione Musicale di Torino. E’ una punta di diamante, considerato uno dei migliori quartetti al mondo e ritenuto un modello in termini di qualità del suono, pregio dell’assieme e varietà stilistica.

L’APPUNTAMENTO TORINESE DEL QUARTETTO HAGEN

L’Hagen è stato invitato regolarmente dall’Unione Musicale fin dal 1987 e ora ritorna a Torino, il 2 marzo, alle 20.30, al Conservatorio Giuseppe Verdi, per l’unica tappa italiana di inizio 2022.

IL PROGRAMMA DEL CONCERTO DI TORINO DI MERCOLEDì 2 MARZO

A Torino il Quartetto Hagen presenta un programma che mette in dialogo le pagine della maturità del compositore russo Dmítrij Dmítrievič Šostakovič e di Franz Schubert.

A TORINO IL “QUARTETTO N. 11 IN FA MINORE OP. 122” DI SHOSTAKOVICH

Il piccolo Quartetto n. 11 in fa minore op. 122 venne scritto da Šostakovič nel 1966 in seguito alla scomparsa dell’amico Vassily Shirinsky, il secondo violino del Quartetto Beethoven, cui il compositore affidava tutte le sue prime esecuzioni.

Il Quartetto Hagen (Foto di Harald Hoffmann)

Il dolore, l’insensatezza e il male di vivere sono presenti nella partitura, ma contrastati da quelle poche armi di cui l’uomo dispone: compassione, ironia, fantasia. Ecco gli ingredienti di cui è fatta questa musica volutamente semplice, che esprime malinconia, compianto, ma anche dolore e rabbia.

A TORINO IL “QUARTETTO N. 12 IN FA MINORE OP. 133” DI SHOSTAKOVICH

Il Quartetto n. 12 op. 133 è tra le ultime pagine scritte da Šostakovič. Sulla partitura è indicata la data del 1968. Qui si riflette quel tormento spirituale che si fece sempre più intenso negli ultimi anni di vita del compositore sovietico.

E’ in questo momento della sua vita sempre alla ricerca di un tipo di linguaggio legato alla realtà sociale e culturale del suo paese, ma aperto alle innovazioni tonali provenienti dalle esperienze occidentali.

In questo lavoro, caratterizzato da passi di forte espressività musicale, si alternano un senso di assorta malinconia e un sentimento di gioiosa comunicativa, come nel secondo tempo.

Il Quartetto Hagen (Foto di Harald Hoffman)

E’ una battaglia piena di colpi di scena e momenti drammatici. Per quanto sperimentale, il linguaggio resta quello immediatamente comunicativo di sempre, semmai a cambiare sono le dimensioni e la portata dei movimenti, che si fanno epici, dal respiro ampio e articolato.

A TORINO IL “QUARTETTO IN LA MINORE D. 804” DI SCHUBERT

Composto a 27 anni (nel 1824), il Quartetto in la minore D. 804 si caratterizza per il ritorno di Schubert allo spirito del Lied che distingueva le sue opere giovanili. E a quella “più grande semplicità d’invenzione” cui faceva riferimento anche Robert Schumann parlando degli ultimi lavori schubertiani di poco successivi.

Come in molti altri lavori della maturità, il tema è un’autocitazione. Proviene infatti dalle musiche di scena di “Rosamunde”, una commedia di Helmina von Chézy.

Ma non solo. Schubert utilizza altri passaggi dal suo stesso catalogo, come nel Minuetto dove attinge ad un suo Lied su testo di Schiller, “Die Götter Griechenlands”, che contiene un’inquietante domanda senza risposta: “Schöne Welt, wo bist du?” (O bel mondo, dove sei?).

Il “Quartetto in la minore D. 804”, dedicato al violinista Ignaz Schuppanzigh, non era più pensato per risultare eseguibile da musicisti dilettanti, ma rispondeva innanzitutto a una necessità interiore di Schubert.

Il Quartetto Hagen (Foto di Harald Hoffmann)

Una necessità che volgeva le spalle in maniera radicale alle tendenze in voga nella musica contemporanea del suo tempo. Lo stile infatti assomiglia a quello della musica vocale, con la quale il Quartetto si confonde fin dalle battute iniziali, che sembrano né più né meno cavate da un Lied.

LA STORIA DEL QUARTETTO HAGEN

In principio erano quattro fratelli, bravissimi e affiatati, cresciuti in una famiglia di musicisti di Salisburgo. Sono ai violini Lukas e Angelika, sostituita nel 1987 da Rainer Schmidt, alla viola Veronika e Clemens al violoncello.

Avviati a una carriera speciale già quando erano allievi del Mozarteum, gli Hagen festeggiano, nel 2022, 41 anni di carriera insieme. Una carriera vissuta ai massimi livelli fin dai primi anni, segnati dalla vittoria in numerosi concorsi internazionali e da un contratto in esclusiva con Deutsche Grammophon.

Negli anni i programmi dei loro concerti, accattivanti e intelligenti, hanno centrato molteplici obiettivi. Da un lato hanno consolidato la tradizione interpretativa del repertorio classico (si vedano le loro pluripremiate incisioni dei Quartetti di Mozart e Beethoven).

E dall’altro hanno ampliato il repertorio con nuovi brani commissionati agli autori di oggi e, dato non scontato, hanno rinverdito pagine poco note, riportandole all’attenzione del pubblico.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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