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Matthias Goerne e Mihoko Fujimura in Wagner e Brahms a Torino

Il mezzosoprano Mihoko Fujimura

Matthias Goerne e Mihoko Fujimura in Wagner e Brahms a Torino. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il Maestro Gergely Madaras, giovedì 17 febbraio, alle 20.30, in diretta su Rai Radio3 e in streaming su raicultura.it, dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”.

Il concerto con replica venerdì 18 febbraio, alle ore 20, sempre all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, vede protagonisti il celebre basso-baritono Matthias Goerne e il mezzosoprano Mihoko Fujimura che sostituisce Angela Denoke, indisposta.

IL PROGRAMMA DEL CONCERTO

Al centro del programma i canti della nascita di una storia d’amore e quelli che accompagnano la fine della vita verso la pacificazione. Il concerto accosta infatti due cicli vocali diversi, rispettivamente di Richard Wagner e di Johannes Brahms, i “Wesendonck-Lieder” e “Vier ernste Gesänge (Quattro canti seri)”.

Il Maestro Gergely Madaras sul podio, il 17 e 18 febbraio, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino (Foto PiùLuce)

Il programma, che originariamente prevedeva l’esecuzione del “Castello del principe Barbablù” di Béla Bartók, è stato modificato in seguito all’ingresso del Piemonte in zona arancione e alle relative necessità di distanziamento sul palco.

Questo impedisce l’impiego di un organico orchestrale molto ampio, come quello previsto dall’opera del compositore ungherese.

IL MEZZOSOPRANO MIHOKO FUJUMURA

Mihoko Fujumura è specialista del repertorio wagneriano che ha cantato anche al Festival di Bayreuth dove ha debuttato nel 2002. Qui è ritornata negli anni successivi incarnando anche Brangäne in “Tristan und Isolde” e Kundry nel “Parsifal”.

In questa occasione, interpreta i “Wesendonck-Lieder”. Le pagine sono il frutto del burrascoso amore tra Richard Wagner e Mathilde Wesendonck, moglie del mecenate Otto Wesendonck e autrice delle poesie messe in musica dal suo amato tra il 1857 e il 1868.

Se il testo non segna certo un vertice nella letteratura poetica germanica, la musica di Wagner riesce invece a restituire pienamente l’idillio umano e sentimentale che pervadeva le vite dei due amanti all’inizio della loro storia, destinata a finire, ma anche a lasciare altre indelebili tracce, come le immortali pagine del secondo atto di “Tristan und Isolde”.

IL BASSO-BARITONO MATTHIAS GOERNE

Il baritono Matthias Goerne (Foto Più Luce)

Il basso-baritono Matthias Goerne, uno dei liederisti più apprezzati al mondo, che ha fatto della raffinatezza la cifra distintiva delle sue interpretazioni, propone invece i “Vier ernste Gesänge op. 121” di Brahms.

Il ciclo, composto a Vienna nel 1896 su testi tratti dalla Bibbia, è una sorta di inno alla morte, ma non in senso unicamente tragico. Brahms era in età avanzata, la sua amica di una vita Clara Schumann aveva avuto un ictus e il pensiero della morte guidava certamente la sua mano.

Ma se i primi due canti sono dominati dal senso pessimistico della caducità della vita, dal terzo in poi l’atmosfera si illumina. La morte evocata è la liberazione da ogni angoscia umana, nella consapevolezza che alla vita del singolo uomo sopravviveranno tre cose: fede, speranza e carità. “Ma tra loro la carità è la più grande”.

I quattro canti sono proposti nell’orchestrazione di Alexander Schmalcz. Sul podio dell’Orchestra Rai torna l’ungherese Gergely MadarasDirettore musicale dell’Orchestra Filarmonica di Liegi e Direttore principale della Savaria Symphony Orchestra, nel suo paese natale, che in apertura di concerto propone il “Siegfried-Idyll (Idillio di Sigfrido)”.

Gergely Madaras sul podio dell’OSN della Rai (Foto PiùLuce)

Si tratta di una composizione cameristica scritta da Richard Wagner nel 1870 come regalo per la moglie Cosima dopo la nascita del figlio Siegfried. Il breve brano fu eseguito nella villa di famiglia la mattina di Natale del 1870, giorno del trentatreesimo compleanno di Cosima.

CHIUSURA DEL CONCERTO

La serata torinese si chiude poi con la prima autentica prova sinfonica di Johannes Brahms: le “Variazioni in si bemolle maggiore op. 56a su un tema di Haydn”, scritte in Baviera nell’estate del 1873.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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