giovedì, Ottobre 6, 2022
giovedì, 6 Ottobre 2022
HomeMusicaClassicaMaderna e Berio nella Milano anni '50 con l'OSN Rai

Maderna e Berio nella Milano anni ’50 con l’OSN Rai

Maderna e Berio nella Milano anni ’50 con lOSN Rai. Ma nono solo. Perché nella scaletta del concerto del 24 febbraio, alle ore 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino ci sarà anche la prima esecuzione italiana della “Suite panaméenne” di Weill.

IL CONCERTO

Il Maestro Roberto Polastri

È un viaggio nella temperie culturale della Milano degli anni Cinquanta diretto da Roberto Polastri e con la partecipazione del mezzosoprano Aloisa Aisemberg. La serata, inserita nel cartellone dedicato al repertorio contemporaneo Rai NuovaMusica, è trasmessa in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura.

IL PROGRAMMA

Il concerto si apre con “Beatles Songs” che racchiude alcuni dei più celebri brani di John Lennon e Paul McCartney come “Michelle”, “Ticket to Ride” e “Yesterday”, arrangiati da Luciano Berio per voce e strumenti.

Il mezzosoprano Aloisa Aisemberg (Foto di Tatiart)

La voce è quella del mezzosoprano Aloisa Aisemberg, impegnata anche nella scelta di “Canzoni di Weimar” di Weill: la “Ballade von der sexuellen Hoerigkeit (Ballata della schiavitù sessuale)”, dall’“Opera da tre soldi”, eseguita due volte, sia nella strumentazione di Berio sia in quella di Maderna.

A seguire “Le Grand Lustucru”, tratto da “Marie Galante”, nella versione orchestrata da Berio, e la celebre “Die Moritat von Mackie Messer (La ballata di Mackie Messer)”, ancora dall’”Opera da tre soldi”.

Il brano negli anni Cinquanta fu cantato anche da Louis Armstrong e Frank Sinatra. Qui è proposto sia nella strumentazione originale di Weill sia in quella di Maderna.

 A chiudere la serie di canzoni la ballata “Surabaya Johnny”, dalla commedia musicale “Happy end” di Kurt Weill, Elisabeth Hauptmann e Bertolt Brecht, proposta nella strumentazione di Berio, e “Nel blu”, una serie di variazioni realizzate da Bruno Maderna sulla celeberrima canzone di Domenico Modugno e Franco Migliacci “Nel blu dipinto di blu”.

Aloisa Aisemberg (Foto di Tatiaarth)

A completare il programma altri due brani di Weill: la “Suite panaméenne”, in quattro movimenti, due tanghi, una marcia e un foxtrot, tratta ancora da “Maria Galante”.

Qui è parzialmente ricostruita dal compositore austriaco HK Gruber e proposta in prima italiana. E per finire la Suite da concerto “Symphonic Nocturne” arrangiata da Robert Russell Bennett e tratta dalla commedia musicale “Lady in the Dark” che debuttò con grande successo a Broadway nel gennaio del 1941. Tanto che la Paramount, tre anni dopo, ne realizzò una versione cinematografica con la regia di Mitchell Leisen.

LA CARRIERA DI ROBERTO POLASTRI

Sul podio è impegnato Roberto Polastri, specialista della musica del Novecento e di quella contemporanea che ha ricostruito alcune delle partiture orchestrate da Maderna sulla base delle parti di proprietà dell’Archivio storico della Rai.

Il direttore d’orchestra Roberto Polastri (Foto di Giorgio Bianchi)

I RAPPORTI TRA MADERNA E LA RAI, KURT WEILL E LUCIANO BERIO

Il rapporto di Maderna con la Radiotelevisione italiana fu molto fertile, Nel 1955 fondò insieme a Berio lo Studio di fonologia della Rai di Milano e fu anche direttore dell’Orchestra Sinfonica della Rai del capoluogo lombardo.

Fu inoltre tra i protagonisti dei celebri Corsi estivi per la Nuova musica internazionale della città di Darmstadt, crocevia per lo sviluppo dei linguaggi contemporanei, dove morì il 13 novembre 1973.

Il compositore ligure Luciano Berio, scomparso nel 2003

Il concerto dell’Orchestra Rai affianca quindi pagine di tre compositori che ebbero proficui scambi artistici tra di loro. Alcuni brani sono proposti in diverse versioni, grazie alle preziose trascrizioni che di Weill fecero Berio e Maderna.

Entrambi furono fortemente attratti dalle sue musiche e dalla visione etica espressa nelle sue opere, capaci di evidenziare “l’intimo legame tra la contromorale dei mendicanti e delle canaglie e l’ipocrisia della morale ufficiale”, così come ebbe a scrivere del filosofo e critico letterario Walter Benjamin.

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
ARTICOLI CORRELATI
SEGUIMI

Articoli più recenti

Non puoi copiare i contenuti!