giovedì, Ottobre 6, 2022
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Alla Scala l’addio alle scene italiane di Waltraud Meier

Alla Scala è l’addio alle scene italiane di Waltraud Meier. Il 9 gennaio, giorno del suo compleanno, il celebre mezzosoprano torna, alle 20, per l’ultima volta, in concerto sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano con Lieder di Hans Rott, Anton Bruckner, Hugo Wolf e Gustav Mahler.

IL CONCERTO

Questo concerto segna la sua sesta presenza nelle Stagioni dei “Recital di canto” inaugurati trionfalmente, lo scorso 20 dicembre dal basso Ildar Abdrazakov. Alla Scala ora l’addio alle scene italiane di Waltraud Meier in un Teatro che l’ha vista applaudita fino dal 1987.

Il mezzosoprano Waltraud Meier assieme al pianista Joseph Breinl con cui ha una collaborazione di lunga data

E l’ha vista protagonista di ben 6 inaugurazioni di Stagione. In compagnia del basso Günther Groissböck e accompagnata dal pianista Joseph Breinl, Waltraud Meier propone, per l’occasione, un mirabile Liederabend.

LA PAROLA A WALTRAUD MEIER

“A me piace sempre scegliere non solo i momenti, ma anche i posti giusti per dire addio”, ha spiegato l’artista a Luca Baccolini in un’intervista pubblicata sul numero di gennaio del “Magazine” scaligero.

“Non c’è teatro più adatto della Scala”, ha commentato Waltraud Meier, “per salutare l’Italia, dove tornerò comunque in altre vesti, sicuramente da spettatrice. A Milano ho tanti bei ricordi lungo 35 anni di esibizioni. Indimenticabili sono per me le inaugurazioni con “Parsifal”, “Die Walküre”, “Tristan und Isolde”. Per non parlare di “Wozzeck”, di “Fidelio” e di tantissimi concerti”.

Waltraud Meier in Recital al Teatro alla Scala (Foto di Brescia e Amisano © Teatro alla Scala)

WALTRAUD MEIER ALLA SCALA

Pochi artisti hanno con il Teatro alla Scala e il suo pubblico un rapporto costante e affettuoso come Waltraud Meier.

Il grande mezzosoprano debutta sul palcoscenico del Piermarini nel 1987 come Dama in “Cardillac” di Paul Hindemith sotto la bacchetta di Wolfgang Sawallisch. Successivamente torna nel “Requiem” di Wolfgang Amadeus Mozart diretto da Riccardo Muti.

Mentre nel 1990 è solista nella “Terza” di Gustav Mahler diretta da Zubin Mehta con la Filarmonica. Con Kundry nel “Parsifal”, opera di Richard Wagner diretta da Muti il 7 dicembre 1991, si apre una serie di presenze nelle serate di Sant’Ambrogio che ha pochi confronti in anni recenti.

La Meier inaugura così la Stagione 1994/1995 con “Die Walküre” di Wagner, la 1998/1999 con “Götterdämmerung”, la 1999/2000 con “Fidelio” di Ludwig van Beethoven, tutte dirette da Muti. Poi la Stagione 2007/2008 con “Tristan und Isolde” di Wagner e la 2010/2011 con “Die Walküre” sotto la direzione di Daniel Barenboim.

Nel corso delle stagioni la Meier, oltre che nelle numerose riprese delle opere citate, ha cantato Marie nel “Wozzeck” di Alban Berg diretto da James Conlon, Ortrud nel “Lohengrin” di Wagner diretto da Daniele Gatti nel 2006.

E nel “Requiem” mozartiano diretto da Muti nel 2001 in memoria di Giuseppe Sinopoli e nella “Nona” di Beethoven diretta da Barenboim ad Accra nel 2007.

La sua ultima, impressionante presenza scaligera è stata nell’indimenticabile “Elektra” di Richard Strauss con la regia di Patrice Chéreau diretta da Esa-Pekka Salonen nel 2014 e da Christoph von Dohnányi nel 2018.

Il basso Günther Groissböck è sul palco del Piermarini, il 9 gennaio, in “Recital” con Waltraud Meier

GÜNTHER GROISSBÖCK ALLA SCALA

Günther Groissböck è tra le voci di basso più apprezzate del nostro tempo in un repertorio che spazia da Händel a Mahler.

Alla Scala debutta nel 2011 ha vestito i panni di Sarastro nel mozartiano “Die Zauberflöte” diretto da Roland Böer. Qui torna nel 2015 per la beethoveniana “Missa Solemnis” diretta da Philippe Jordan, ma ottiene un clamoroso successo soprattutto l’anno seguente.

Nel 2016 infatti, sotto la direzione di Zubin Mehta, porta anche al Piermarini la sua interpretazione del Barone Ochs nello straussiano “Der Rosenkavalier”. Un personaggio invadente e a tratti brutale, ma giovane e attraente in netta discontinuità con gli eccessi grotteschi entrati nella tradizione.

Groissböck torna nel 2017 riscuotendo un nuovo successo come Kaspar in “Der Freischütz” diretto da Myung-Whun Chung. Mentre, nel 2018, canta in “Die Schöpfung” diretta da Ádám Fischer per la Stagione Sinfonica. Infine, nel 2019, è protagonista di un “Recital di canto” in cui interpreta pagine di Brahms, Schumann, Čajkovskij e Rachmaninov.

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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