martedì, Settembre 27, 2022
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“Sospetti (S.U.S.)” di Keeffe replica a Milano

“Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe sbarca al Teatro della Cooperativa, dopo il successo ottenuto fino allo scorso 14 novembre al Teatro Filodrammatici che ha prodotto lo spettacolo. Ottanta minuti serrati, senza intervallo, per un testo davvero potente e attualissimo. Così si presenta questa pièce, dal 30 novembre al 5 dicembre, al Teatro della Cooperativa di Milano. Ad interpretarla sono tre attori intensi ed ottimamente affiatati tra loro come Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi e Umberto Terruso.

“Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe è di scena, dal 30 novembre al 5 dicembre, al Teatro della Cooperativa di Milano
Tommaso Amadio in “Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe (Foto di Laila Pozzo)

LO SPETTACOLO

Con la traduzione degna delle migliori serie tv americane a firma di Bruno Fornasari, anche regista dello spettacolo, questo testo, scritto nel 1979, immortala gli abusi di potere attuati in quegli anni dalla polizia inglese e legittimati dalle leggi SUS (Suspect Under Suspicion), in italiano “sospetti da sospettare”.

“Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe dal 30 novembre al 5 dicembre, al Teatro della Cooperativa di Milano
Emanuele Arrigazzi, Tommaso Amadio e Umberto Terruso (nella foto da sinistra a destra) sono i tre attori protagonisti di “Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe, con traduzione e regia di Bruno Fornasari (Foto di Laila Pozzo)

Si trattava di leggi che permettevano di fermare e interrogare chiunque, solo sulla base di un sospetto. Ecco che lo spettacolo, ambientato in Inghilterra nel ’79, vede due agenti di turno in una caserma della periferia di Londra intenti, proprio nella notte che porterà alla vittoria della Tatcher, a scommettere su quale sarà il partito vincitore.

“Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe è di scena, dal 30 novembre al 5 dicembre, al Teatro della Cooperativa di Milano
In scena Tommaso Amadio, uno dei tre attori di “Sospetti (S.U.S.)” di Barrie Keeffe (Foto di Laila Pozzo)

Viene prelevato un uomo di colore. Gli agenti lo fanno infuriare, convinti che possa essere carne fresca per il governo entrante, entusiasta all’idea di mostrare i muscoli attraverso legge e ordine.

LA BATTUTA CULT

Il testo esplora così, con lucidità e sarcasmo, il potere come forma di abuso. “Vedi, quello che serve a questo paese è un governo forte, che faccia delle leggi, che metta ordine”, è una delle battute significative dello spettacolo.

In realtà, un’occasione per affermare la volontà di guardare agli errori del passato recente e diventare tutti spettatori consapevoli perché tali errori non si ripetano.

 

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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