giovedì, Ottobre 6, 2022
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Una coloratissima “La fille du régiment” debutta a Bergamo al festival “Donizetti Opera”

Un nuovo allestimento e una nuova edizione critica della partitura segnano il ritorno a Bergamo, dal 21 novembre al 3 dicembre, di uno dei titoli più noti e rappresentati di Gaetano Donizetti, “La fille du régiment”, terza opera in scena al festival “Donizetti Opera” nel restaurato Teatro Donizetti. Il debutto è in cartellone domenica 21 novembre, alle ore 15.30 e, in replica venerdì 26 novembre e 3 dicembre, entrambe alle ore 20.

Colori e atmosfere cubane nella nuova produzione de “La fille du régiment” di scena, dal 21 novembre al 3 dicembre, al “Donizetti Opera” di Bergamo (Foto di Rota)

Recuperato dal programma del 2020, questo allestimento de “La fille du régiment” ha come protagonisti maschili due cantanti fra i più acclamati di oggi per questo repertorio: il tenore John Osborn nel ruolo di Tonio, che debutta al festival con la celebre “aria dei nove Do”, e il baritono Paolo Bordogna nei panni di Sulpice, buffo per antonomasia dei nostri giorni. Nel ruolo della protagonista Marie è invece il soprano spagnolo Sara Blanch, una voce da poco impostasi nel panorama internazionale.

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Il soprano Sara Blanch (Marie) e il basso-baritono Paolo Bordogna (Sulpice) ne “La fille du régiment” di Gaetano Donizetti nella messinscena del giovane regista cubano Luis Ernesto Doñas (Foto di Rota)

La nuova edizione critica dell’opera che si ascolta oggi, per la prima volta, è a cura di Claudio Toscani, realizzata per Casa Ricordi nell’ambito dell’Edizione Nazionale, con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti. La bacchetta è quella di uno dei giovani più interessanti di oggi, Michele Spotti, alla guida per la prima volta dell’Orchestra Donizetti Opera.

Scritta nel 1840, all’apice della carriera per l’Opéra-Comique di Parigi, “La fille du régiment” è stata da subito molto apprezzata sui palcoscenici di tutto il mondo e si caratterizza sia per la presenza d’irresistibili pezzi di bravura destinati al soprano e al tenore, sia per la peculiare vicenda che fa agire elementi storici, patriottici e sentimentali intorno a una protagonista femminile allegra quanto risoluta.

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Un’immagine corale de “La fille du régiment” di G.Donizetti al “Donizetti Opera” di Bergamo (Foto di Rota)

“L’edizione critica della “Fille” è davvero interessantissima”, ha commentato Michele Spotti nelle note di sala, “e non capisco come sia potuta nascere la diceria di un Donizetti orchestratore banale o addirittura sciatto. È elegantissimo, invece. Si capisce subito che lo strumentale è stato scritto di getto, ma in questo caso è una qualità, non un handicap. La partitura ha una coerenza stilistica che non diventa mai trascuratezza”.

“Inoltre nell’edizione critica”, ha continuato il Maestro Spotti, “si scopre che Donizetti ha inserito delle battute “parlate” anche nelle parti musicate che danno un carattere più teatrale e anche più realistico alla musica, facendo pensare ad un’opéra-comique scritta più per cantanti-attori che per attori-cantanti. Un festival dedicato a Donizetti ha senso appunto per riscoprire e valorizzare dettagli di titoli che credevamo, a torto, di conoscere benissimo”.

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(Foto di Rota)

La nuova produzione dell’opera è firmata dal giovane regista cubano Luis Ernesto Doñas che ne ha fatto un trionfo di colori come dimostrano le foto di questo allestimento, con le scene di Angelo Sala, i costumi di Maikel Martinez, le coreografie di Laura Domingo e le luci di Fiammetta Baldiserri. L’allestimento è coprodotto con il Teatro Lírico Nacional de Cuba, per la prima volta impegnato in un progetto internazionale.

Ecco perché non mancano nell’ambientazione e nei colori caraibici i riferimenti alla recente storia cubana, così come nelle sezioni parlate, grazie al lavoro del regista con il dramaturg Stefano Simone Pintor. Con “La fille du régiment” si rinnova inoltre la partnership avviata nel 2019 con il Palazzetto Bru Zane  ̶  Centre de musique romantique française, istituzione italiana con sede a Venezia che dal 2009 propone la riscoperta del repertorio musicale romantico francese. Alexandre Dratwicki, direttore artistico del Palazzetto Bru Zane, ha seguito come coach linguistico il Coro dell’Accademia della Scala, preparato da Salvo Sgrò, per la più corretta preparazione del canto in francese.

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Il tenore statunitense John Osborn (Tonio) e il soprano spagnolo Sara Blanch (Marie) ne “La fille du régiment” di scena, dal 21 novembre al 3 dicembre, al Teatro Donizetti di Bergamo

“Questa sarà una produzione della “Fille” con un respiro cubano”, ha raccontato il regista Luis Ernesto Doñas, “ambientata nell’universo pittorico di Raúl Martínez, artista che ha narrato la Rivoluzione a Cuba negli anni Sessanta con una visione decisamente pop, in contrasto con le direttive culturali del regime. Il mondo dei giovani, di Marie e Tonio, sarà quindi invaso dai colori, in contrasto al bianco e nero che invece descrive i vecchi conservatori, come la Marchesa di Berkenfield”.

“Contro il grigiore del mondo passato”, ha proseguito il regista, “i commilitoni di Marie brandiscono non armi, ma pennelli: un reggimento di artisti che fa esplodere l’unica cosa che ci piace, ossia i colori. Nello spettacolo emergerà inoltre il confronto e lo scontro fra la persona e le strutture sociali: sia Marie che Tonio si ritroveranno a confrontarsi con un mondo di regole del passato. “Fille” è quindi anche la storia di come i giovani, gli adolescenti, diventando adulti devono imparare a misurarsi con la società e le sue regole”.

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Il mezzosoprano Adriana Bignagni Lesca (La Marquise de Berkenfield) e il baritono Paolo Bordogna (Sulpice) nella donizettiana “La fille du régiment” di scena a Bergamo (Foto di Rota)

Nel cast Adriana Bignagni Lesca è La Marquise de Berkenfield, Haris Andrianos nei panni di Hortensius; mentre Adolfo Corrado e Andrea Civetta sono rispettivamente Un caporal e Un paysan. Nel ruolo della Duchesse de Krakenthorp c’è Cristina Bugatty, attrice e personaggio tv, già protagonista nel 2020 del format “Citofonare Gaetano” che ha accompagnato la diffusione delle opere del festival online e che quest’anno ritorna durante la “Digital week” del Festival inaugurando la “Donizetti OperaTube”, canale video che costituisce lo sviluppo 2021 della Donizetti webTV, creata lo scorso anno durante la pandemia e che ha raccolto così tanti entusiasmi e apprezzamenti.

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Cristina Bugatty, attrice e personaggio tv, veste in questa messinscena de “La fille du régiment” i panni della Duchesse de Krakenthorp (Foto di Rota)

Il 26 novembre è poi il giorno della Donizetti OperaTube dedicato a “La fille du régiment” con lo streaming dell’opera e la diretta, disponibile anche su Facebook, del salotto di “Citofonare Gaetano” con Diego Passoni, Francesco Micheli, Alberto Mattioli e tanti ospiti che commenteranno lo spettacolo insieme agli spettatori.

Una grande novità nella programmazione festivaliera di quest’anno è il cosiddetto “pre-opera”, un “prologo” all’aperto a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, nel rinnovato contesto del Sentierone e di piazza Cavour, gli spazi antistanti al Teatro Donizetti, ideato dallo stesso regista de “La fille du régiment” Luis Ernesto Doñas per il pubblico e i passanti che possono così avere una breve anteprima dello spettacolo.

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Una scena d’insieme, al centro il tenore statunitense John Osborn (Tonio) (Foto di Rota)

Il tutto nel pieno rispetto delle norme anti assembramento e anche per accompagnare il pubblico nelle fasi di controllo necessarie per l’accesso in teatro: nel pre-opera sono coinvolti anche l’attrice Cristina Bugatty (la duchessa di Krakenthorp), Manuel Ferreira (Gaston, segretario della duchessa), alcuni musicisti, il percussionista Ernesto Lopez Maturell, la Scuola di Ballo “Dance for Love” e la coppia di cantanti “La famiglia Loca”.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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