giovedì, Ottobre 6, 2022
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Laura Marinoni affronta al Parenti di Milano “La Gilda” di Giovanni Testori

Un’attrice eclettica e sempre ad alto tasso d’intensa emotività. Forse è per questo che oggi l’attrice Laura Marinoni ha scelto di fare un suo personale adattamento da “La Gilda del Mac Mahon” di Giovanni Testori intitolandola semplicemente “La Gilda” e di portarla, dal 9 al 21 novembre, sul palcoscenico della Sala AcomeA del Teatro Franco Parenti di Milano.

Un monologo di un’ora e dieci minuti che, con l’accompagnamento prezioso al pianoforte di Alessandro Nidi che spazia da Enzo Jannacci a poeti-musicisti importanti come Léo Ferré o Claudio Monteverdi e con i movimenti coreografici di Cristina Bucci, regala all’attrice l’opportunità di dar voce e corpo agli esuberanti personaggi di periferia testoriani.

Laura Marinoni in una scena de “La Gilda” allestita, dal 9 al 21 novembre, al Teatro Franco Parenti di Milano

“Mi sembra di conoscerla, la Gilda e la lingua stupefacente con cui l’autore la fa parlare”, ha commentato la stessa interprete “come un torrente in piena; quella vitalità senza freni che racconta la fatica di sopravvivere e la passione incontenibile per il sesso sì, ma soprattutto per l’amore”.

“Testori mi commuove, sempre”, ha sottolineato ancora Laura Marinoni, “e mi diverte, mi fa sentire a casa, agganciata agli anni in cui stavo per venire al mondo e che poi ho respirato da bambina. Mi aiuta a ridare forma al nostro mondo di oggi, tornando all’autenticità. Non c’è mai giudizio in Testori, solo uno sguardo innamorato per i suoi personaggi, soggetti da fotoromanzo dal cuore spalancato”.

“La prima musica che si affaccia al balcone della Gilda è una canzone di Jannacci”, ha sottolineato poi Alessandro Nidi, “è una delle canzoni che amo di più e che in questo frangente non si lega nemmeno tanto al racconto. Ma profuma, odora di quella Milano, racconta precisamente quelle persone, quelle piazze, quelle vie. Jannacci sembra la naturale colonna sonora di questo racconto”.

“Ho provato però ad andare oltre”, ha spiegato Nidi che di questo spettacolo è anche direttore musicale, “e si sono presentati poeti-musicisti immensi come Ferré o Monteverdi. La sorpresa è che Testori li trasforma. Avvicinandosi alla Gilda le loro musiche cambiano prospettiva, si plasmano nel suo mondo, raccontano sentimenti nuovi. Qui le canzoni assumono funzioni alternanti: sono cantate dal personaggio e diventano voce viva di questa donna oppure approfondiscono le tematiche del racconto riproponendo altre storie”.

“E allora non sarà più Gilda a cantare, ma la voce dell’attrice”, ha commentato Nidi, “sarà Laura che si sostituirà al personaggio suggerendoci un nuovo pensiero, uno sguardo da fuori, una lettura diversa. Il pianoforte e il pianista accompagnano la protagonista come i suoi amici del cuore; in altre occasioni diventano commento intimo, ispirandosi a quella scrittura avvolgente, alle sfumature della voce di Laura, alla passione vera, semplice e profonda della sua Gilda. Ecco che provano insieme a riempire l’aria di note dolenti o serene, nella speranza che possano divenire, almeno per un attimo, un tutt’uno con la Gilda del Mac Mahon”.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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