giovedì, Ottobre 6, 2022
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Davide Enia torna sotto le stelle a Milano con il suo nuovo “Madrigali di rivolta”

Prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, l’attore palermintano Davide Enia torna, dal 22 al 28 luglio, nel capoluogo meneghino con un suo nuovo spettacolo, “Madrigali di rivolta” per la rassegna “Incursioni/Escursioni”. Una sorta di tournée metropolitana che lo porta ad attraversare la città di Milano partendo dal centro, dal Chiostro Nina Vinchi, il 22 e 23 luglio, in prima italiana, fino a toccare i Municipi, dall’ex convitto del parco Trotter a mare culturale urbano, da Casa Chiaravalle a Cassina Anna.

Causa maltempo, lo spettacolo in programma di domenica 25 luglio, alle ore 21.30, si è svolto al Teatro Grassi di via Rovello 2 invece che al Parco Trotter, mentre quello di martedì 27 luglio, alle ore 21.30, si svolgerà al Teatro Studio di via Rivoli 6 invece che presso Casa Chiaravalle. Per accedere alla sala sarà sufficiente presentarsi alla biglietteria del Teatro Grassi con i biglietti precedentemente ricevuti. Coloro che volessero rinunciare ai propri posti possono comunicarlo alla biglietteria telefonica del Piccolo Teatro al numero: 02 42411889.

Davide Enia in "Madrigali di rivolta"
Il siciliano Davide Enia alla ricerca dei suoni della sua lingua madre nel suo nuovo spettacolo, “Madrigali di rivolta”, dal 22 al 28 luglio, a Milano

Davide Enia sceglie la forma del madrigale perché, con essa, sceglie il canto nella lingua madre, il canto delle radici, i suoni e le vocalità della propria terra, del proprio dialetto. Corteggia la tradizione, tuttavia, senza sposarla del tutto. Enia è un “cuntista”, ma un cuntista eretico ed eretico è anche il suo approccio filologico ai materiali della tradizione nei quali entra, ma dei quali poi si appropria, dai quali si lascia abitare e che indossa in modo del tutto personale.

“La tradizione”, ha spiegato Enia, “non esiste, esiste il racconto della tradizione, esiste il momento in cui il verbo si fa carne e questo accade ogni sera sulla scena”. Proprio da qui nasce l’idea dello spettacolo, la sua necessità, dall’urgenza di rispondere alla domanda se ha senso, dopo una pandemia che ha stravolto e ridefinito tutte le forme di comunicazione, fare ancora teatro.

Un momento di "Madrigali di rivolta" di e con Davide Enia
Sulla scena Davide Enia è accompagnato, in “Madrigali di rivolta”, dal musicista Giulio Barocchieri, autore delle musiche dello spettacolo, qui impegnato al saz turco alla chitarra elettrica

“Madrigali di rivolta” ragiona della vita e della morte, ragiona del dialogo continuo ed ininterrotto che si annoda tra i vivi e i morti, tra chi c’è e chi non c’è più, chi rimane e chi se n’è andato. Si tratta di un dialogo che ha forme invisibili, indecifrabili, che si sostanzia di pensieri e di ricordi. I morti insegnano ai vivi la resistenza, i vivi insegnano ai morti la rivoluzione, secondo una scansione del tempo che non è lineare, come siamo abituati a pensare.

Così il futuro cambia il presente e il presente cambia il passato, in una corsa a ritroso, al fondo della quale il passato non esiste, esiste solo il racconto del passato attraverso lo sguardo e la memoria. “Madrigali di rivolta” è un’operina cantata, un dittico sonoro, un dialogo musicato tra Davide Enia e Giulio Barocchieri in cui il cunto si appoggia ai suoni del saz turco e della chitarra elettrica, strumenti con una precisa significanza drammaturgica.

Il saz turco è uno strumento a corde, con una partitura di sonorità che aggancia l’Oriente all’Occidente, unendo i due continenti in un linguaggio comune comprensibile a ogni latitudine. La chitarra elettrica amplifica i suoni sporchi della contemporaneità, ribadendo, anche nella tessitura musicale, il flusso continuo tra passato e presente.

In "Madrigali di rivolta" anche il saz turco e la chitarra elettrica suonati da Giulio Barocchieri
Il racconto di Davide Enia viene accompagnato in scena dalle musiche originali di Giulio Barocchieri, impegnato, per l’occasione, al saz turco (qui in foto) e alla chitarra elettrica

“”I Madrigali di rivolta”, ha commentato ancora Enia, “sono canti e cunti intrisi di rabbia e disperazione, in cui i vivi e i morti intessono un dialogo partendo da una constatazione: la violenza è il linguaggio comune e sotto il cielo ci si scanna consegnandosi all’odio. Sono canti di lutto come parti necessarie di un allenamento inesausto per non soccombere nella battaglia, parole e note che contrattaccano per intercettare uno scintillio di luce in fondo alla sconfitta”.

 

Le date di rappresentazione:

22 e 23 luglio 2021 – Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2, ore 21.30

25 luglio 2021 – Ex convitto del parco Trotter, ore 21.30

26 luglio 2021 – mare culturale urbano – via Gabetti 15, Milano, ore 21.30

27 luglio 2021 – Casa Chiaravalle – via Sant’Arialdo 69, Milano, ore 21.30

28 luglio 2021 – Cassina Anna – via Sant’Arnaldo 17, Milano, ore 21.30

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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