martedì, Settembre 27, 2022
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Angelin Preljocaj pronto a stregare il 64° Festival dei Due Mondi con il suo poetico “Le Lac des cygnes”

Star della Nouvelle Danse francese negli anni Settanta e Ottanta e oggi “maestro” con collaborazioni internazionali, Angelin Preljocaj è pronto ad incantare, dal 9 all’11 luglio 2021, il 64° Festival dei Due Mondi di Spoleto. Come?

“Le Lac des cygnes” nella versione del coreografo francese, di origine albanese, Angelin Preljocaj di scena, dal 9 all’11 luglio 2021, al 64° Festival dei Due Mondi di Spoleto

Portando al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti il suo “Le Lac des cygnes, il capolavoro musicale di Pëtr Il’ič Čajkovskij affiancandogli ora arrangiamenti contemporanei del collettivo 79D. L’ambiente è ricreato dai video di Boris Labbé in una nuova la coreografia con uno sguardo della drammaturgia del classico di Marius Petipa.

Infatti, pur restando fedele alla struttura drammaturgica del celebre balletto, Preljocaj porta in scena la sua versione del mito del danzatore-cigno focalizzandosi sugli impulsi di ciascun personaggio con uno sguardo all’ecologia e al futuro.

“Le Lac des cygnes” nella versione di Angelin Preljocaj sbarca, dal 9 all’11 luglio, a Spoleto

“Una metropoli industriale, l’acqua che sparisce a causa del riscaldamento globale, il cigno nero in via d’estinzione”, come racconta il coreografo. “Sulle rive di un lago”, ha raccontato Preljocaj.

“Rothbart vuole sfruttare un giacimento di energia fossile. Una giovane ragazza, Odette, sembra sventare i suoi piani, lui la trasformerà in un cigno. Altrove, a una festa, Siegfried va ad opporsi al padre che vuole unire le forze con Rothbart per costruire una fabbrica sulle rive del Lago dei Cigni””.

In scena, nel suo “Le Lac des cygnes”, Angelin Preljocaj si focalizza sul mito del danzatore-cigno e sugli impulsi di ciascun personaggio con uno sguardo all’ecologia e al futuro

Albanese di origini, formatosi con Merce Gunningham a New York, da più di trent’anni Angelin Prejlocaj è alla guida del suo Ballet con cui sperimenta l’interazione tra danza e realtà virtuale. Com’è accaduto in “Portraits in corpore“, e tra movimento ed elaborazioni sonore, come con John Cage in “Empty Moves” (2004). Al balletto classico si è affacciato con l’orwelliano “Romèo et Juliette” del 1990 e il fantasioso “Blanche Neige” del 2008.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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