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Fino al 24 giugno la Spagna invade Milano con la 14esima edizione del “Milano Flamenco Festival”

Flamenco, danza spagnola e contemporanea ritmano le notti milanesi fino al 24 giugno 2021 sul palco del Piccolo Teatro Strehler di Milano – Teatro d’Europa trasformandole in notti iberiche.

A portare tanto splendore è la 14esima edizione del “Milano Flamenco Festival” nella sua prima trance estiva. La seconda è in programma dal 12 al 14 novembre 2021.

Un Festival che oggi guarda al futuro seguendo il filo conduttore “Segni del tempo / Memorie – Visioni – Contrasti” e che accoglie, il 22 giugno, il “Congresso Mondiale del Flamenco”, organizzato dall’Istituto Cervantes per celebrare i 30 anni dalla sua fondazione.

Riflessioni sul tempo e sui cambiamenti frutto del suo passaggio raccontate attraverso il baile, cante e musica dalle tre compagnie ospiti. Importanti mutamenti, spesso definitivi come la recente chiusura del Villa Rosa, il più antico tablao flamenco di Madrid.

Adrian Santana in scena, il 22 giugno, al Teatro Strehler di Milano in “Villa Rosa & Friends / Gala Flamenco”

Per questo motivo, il 22 giugno, artisti celebri si riuniscono nel “VILLA ROSA & Friends – Galà flamenco“, uno spettacolo speciale, per solidarizzare, difendere e sostenere tutti i tablaos di Spagna e i loro artisti, puntando i riflettori su questo simbolo culturale, tempio della continuità di quest’arte, trampolino di lancio, mezzo di sussistenza, primo contatto con quest’arte per il pubblico internazionale.

Il 23 giugno Ana Morales con il suo intimo e personale “Sin Permiso, canciones para el Silencio“, trasforma il flamenco in un veicolo di espressione della memoria, un ponte indispensabile per la conquista o la riconquista del proprio futuro; Morales dà vita, attraverso la danza, alle parole mai espresse, alle domande mai poste, ma fortemente radicate all’interno di un corpo inerte, recuperando un’identità ricercata nel tempo.

Ana Morales in un momento del suo “Sin Permiso, canciones para el Silencio” in programma, il 23 giugno, al Teatro Strehler di Milano – © Óscar Romero

Il 24 giugno Marco Flores, accompagnato dal canto di Alfredo Tejada, e dalla brillante chitarra di José Tomás festeggia la sua ventennale carriera dando voce e corpo ai suoi “segni del tempo” con l’ultima creazione, “Rayuela“, ispirata al celebre romanzo omonimo di Julio Cortázar. Un bilancio della sua vita professionale e artistica, un ritorno al passato e alle sue origini con una rinnovata coscienza arricchita dal passare del tempo.

Marco Flores in “Rayuela’”, il 24 giugno, sul palco del Teatro Strehler di Milano – ©Javier Fergo 

 

Si segnalano anche:

“Flamenco en Flash”, performance di breve durata che animerà alcuni luoghi della città,

la masterclass tenuta, il 20 giugno, da Manuel Liñan

il Congresso Mondiale del Flamenco a cura dell’Istituto Cervantes che in questa prima fase propone, al termine degli spettacoli, tre incontri con gli artisti sul tema Futuro:

il 22 giugno su “La funzione del Tablao nella società e nel futuro degli artisti” con gli artisti del Villa Rosa & Friends, il 23 giugno “Residenze artistiche: scambi per il futuro della creazione”” con Ana Morales, il 24 giugno “Flamenco e letteratura: dall’idea alla danza” con Marco Flores sul processo creativo di “Rayuela” in relazione con l’omonima novella di Julio Cortázar.

 

Antonio Garbisa
Antonio Garbisa
Giornalista professionista, critico musicale, teatrale e cinematografico, sono nato a Venezia dove mi sono diplomato al Liceo Classico Foscarini e laureato in Lettere con 110/110 e lode all'Università Ca' Foscari. Trasferitomi a Milano, mi sono diplomato in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho collaborato con diverse testate: "Anna", "Classic Voice", "Libero", "TGR Lombardia", "TGCom", "Metro"
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